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Health|Italy|Italian

I rischi del sole fuori stagione

27.01.2016

Il sole fuori stagione. Indagine sull'esposizione al sole degli italiani e sulla conoscenza del melanoma

Circa 1 italiano su 4 si concede una vacanza invernale al mare o in montagna, ma in quasi il 20% dei casi le scottature rischiano di rovinare riposo e divertimento. È quello che emerge dall'indagine "Il sole fuori stagione", promossa da Roche e condotta da GfK su un campione di 800 italiani rappresentativo della popolazione maggiorenne.

Ecco i risultati principali della ricerca:

Il sole d'inverno. Il 44% degli italiani ritiene che sia più pericoloso il sole preso al mare, d'estate, sottovalutando i rischi delle scottature nei mesi freddi, sulle piste da sci o su spiagge lontane. Eppure, d'inverno la pelle è fuori allenamento e il sole fuori stagione rischia di fare davvero male. Lo sanno bene quei circa 2 milioni di italiani che si sono visti rovinare le vacanze invernali da una o più scottature (quasi il 20% di chi si è concesso un periodo di riposo fuori stagione).

Le scottature. In media un italiano accumula ben 5-6 scottature nel corso della vita, il 15% supera la soglia critica delle 10 ustioni e il 7% ne subisce addirittura più di 20. Inoltre, guardando agli ultimi anni, 1 connazionale su 4 (25%) dichiara di essersi scottato e l'8% confessa di averlo fatto spesso. Sorprende come tra questi italiani più "recidivi" ci siano proprio i più giovani, tra i 18 e i 34 anni: infatti, 1 su 3 ammette di essersi scottato spesso negli ultimi anni, le donne un po' più degli uomini. È un dato preoccupante se si considera che l'accumularsi delle scottature è direttamente correlato a un aumento del rischio di contrarre un tumore della pelle.

I falsi miti. Dall'indagine emergono alcuni falsi miti e convinzioni errate su esposizione solare e melanoma. Solo il 39% degli italiani indica le scottature tra le possibili cause di un tumore della pelle e meno di un terzo (il 29%) riconosce il pericolo delle lampade abbronzanti. Non solo: la metà crede che frutta (50%) e verdura (53%) possano diminuire il rischio di melanoma, mentre vengono ignorati i possibili benefici del caffè (citato solo dal 4%). Eppure, un recente studio americano suggerisce un potenziale effetto benefico del caffè, con un rischio minore del 20% per chi consuma 4 o più tazze al giorno. Infine, gli italiani non ci pensano due volte ad "incriminare", come potenziali facilitatori di un melanoma, lo stress (aumenterebbe il rischio per il 41% del campione) e la carne rossa (32%).

La conoscenza del melanoma. Si calcola che solo in Italia il melanoma faccia più di 5 vittime ogni 24 ore, quasi 1.900 in un anno. Si tratta del tumore della pelle più diffuso e, infatti, l'85% del campione dichiara di averne sentito parlare. Eppure, meno della metà (solo il 48%) è in grado di definirlo correttamente come un tumore maligno della pelle e solo il 64% ne sa indicare almeno una causa.

La prevenzione. Soltanto l'11% della popolazione ritiene di essere a rischio di sviluppare un melanoma: le persone più "attente" sembrano essere le donne giovani, tra i 25 e i 34 anni, che hanno già provato sulla loro pelle diverse esperienze di scottature (media di 6-7 ustioni nel corso della vita). Sorprende come il 62% del campione dichiari di non avere mai fatto il controllo dei nei, che invece rappresenta un mezzo di prevenzione fondamentale soprattutto per le persone più "a rischio" (pelle molto chiara, familiarità, numero di nei superiore alla media). Al contrario, si può dire che meno di 1 italiano su 10 sia veramente attento alla prevenzione del tumore della pelle: solo l'8% dichiara infatti di sottoporsi periodicamente (almeno una volta all'anno) al controllo dei nei.

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