Möchten Sie zur deutschen Seite wechseln?JaNeina
Close
Comunicati Stampa
Consumer Health|Italy|Italian

Dalla Smart City alla Sensible City

28.05.2015

La ricerca GfK “Vivere la città con la sclerosi multipla” offre lo spunto di discussione per un confronto sul ruolo inclusivo della città, che non si arrende di fronte alla disabilità.

Nella Smart City i bit e gli atomi si fondono per creare nuove opportunità. Ma cosa succede se il nuovo paradigma di “città intelligente” si mette al servizio del superamento della disabilità? E’ quanto ha provato a indagare un panel di esperti durante il laboratorio “Smart Cities e Sclerosi Multipla” promosso da Biogen, società leader a livello mondiale nel settore delle biotecnologie. I risultati della ricerca realizzata da GfK “Vivere la città con la sclerosi multipla” sono stati il punto di partenza per un laboratorio multidisciplinare, coordinato dall’architetto e ingegnere Carlo Ratti, Direttore del MIT Senseable City Lab di Boston, dedicato al superamento della disabilità nella “Sensible City”.

Secondo la ricerca, che ha indagato attraverso interviste in profondità il vissuto, le esperienze e le attese di 40 persone affette da sclerosi multipla a vari stadi di sviluppo, il sentimento di frustrazione e di rassegnazione per gli ostacoli che si incontrano fuori casa è controbilanciato dalla fiducia nelle nuove tecnologie per migliorare la qualità di vita.

“La sclerosi multipla colpisce circa 2,5-3 milioni di persone nel mondo, di cui 600mila in Europa e circa 75mila in Italia - spiega il professor Giancarlo Comi, tra i massimi esperti di sclerosi multipla al mondo e direttore del Dipartimento di Neurologia e dell’Istituto di Neurologia Sperimentale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano -. I passi avanti fatti dalla ricerca in area medica e scientifica hanno contribuito a contenere il rischio di recidive e la progressione della disabilità. Tuttavia è fondamentale agire in ottica multidisciplinare, garantendo un supporto concreto alle persone affette da sclerosi multipla e ai loro famigliari per migliorare la loro qualità di vita”.

“La diagnosi avviene, nella maggior parte dei casi, tra i 20 e i 40 anni d’età, quando le persone sono nel pieno della vita attiva, e ha quindi un forte impatto sociale, se si considera anche l’evoluzione progressiva della malattia e le sue conseguenze spesso invalidanti” aggiunge Rosa Maria Converti, Responsabile Servizio DAT “Ambulatorio Sol Diesis” IRCCS Santa Maria Nascente della Fondazione Don C. Gnocchi.” Le conseguenze della disabilità in questo caso non si riducono alla sofferenza psicologica, ma implicano costi sociali e lavorativi al di fuori della dimensione domestica. Il sostegno, in quest’ottica, diviene ancora più importante fuori casa, dove si articola una parte importante percorso di affermazione della dignità dell’individuo: quella lavorativa e sociale”.

Paolo Bandiera, Direttore Affari Generali AISM, aggiunge: “Le persone con sclerosi multipla vivono diffuse situazioni di emarginazione, discriminazione e impoverimento, derivanti dalla malattia e dalla condizione di disabilità. Le persone si scontrano con difficoltà di accesso agli spazi, all’informazione, ai servizi, che comprimono le potenzialità della persona con SM nei diversi contesti di vita, a partire dal lavoro. Per poter decidere liberamente della propria quotidianità e della propria vita e poter costruire e realizzare in piena autonomia il proprio presente e il proprio futuro - dalla cura, al luogo in cui vivere alle scelte personali - la persona con sclerosi multipla ha bisogno di un ambiente “intelligente”, in grado di adattarsi ed evolvere con ragionevolezza rispetto ai bisogni mutevoli dettati dalla patologia. Per questo servono reti, innovazioni, nuovi modelli e approcci culturali”.

La sclerosi multipla, con le sue differenti forme e i diversi gradi di disabilità, rappresenta un paradigma di tutte le grandi disabilità, causate da patologie invalidanti o dal naturale invecchiamento della persona. In quest’ottica, sono molteplici le situazioni che possono portare un cittadino a vivere il contesto urbano come minaccia, con conseguente possibilità di cadere nella spirale dell’isolamento.

La tecnologia, l’online e il mondo del digitale, secondo i risultati presentati da Eurisko, contribuiscono a creare nel disabile e nei famigliari la sensazione di casa come nido sicuro rispetto all’ambiente esterno. Questo confort domestico rischia però di trasformare le mura di casa in una “prigione dorata”. Ancora poco espresse, secondo i malati e i loro famigliari, le potenzialità delle nuove tecnologie, se applicate a rendere la città ad “accessibilità totale”.

“Il mondo dei dati in tempo reale - racconta Carlo Ratti, Direttore del MIT Senseable City Lab di Boston - sta trasformando le nostre città. Una città intelligente non è fatta di tecnologia, ma di cittadini che svolgono un ruolo essenziale: la funzione cardine di raccogliere, condividere ed elaborare dati. I cittadini connessi sono il motore del cambiamento del tessuto urbano per la città del domani”.

Proprio in questo senso si articola il concetto di innovazione nelle “Sensible city”, dove la tecnologia è sempre il mezzo per garantire il Ben-Essere e migliorare quindi la vita di tutti i cittadini.

“L’ingegneria della consapevolezza - spiega Alberto Sanna, Direttore del Centro di Ricerca sulle Nuove Tecnologie per la Salute e il Benessere dell'Ospedale San Raffaele di Milano - intesa come disciplina che nasce dall'incrocio tra ricerca scientifica, medicina, nuove tecnologie e design, ha l’obiettivo di trasformare la città in un ecosistema che favorisce il Ben-Essere fisico, psichico e sociale di individui e collettività, attraverso l’adattabilità e la personalizzazione di tutti gli aspetti della vita quotidiana. L’ambiente urbano diventa dunque il laboratorio di una collaborazione pubblico-privato e individuo-collettività che trasforma il concetto di Responsabilità Sociale d’Impresa in una vera e propria Innovazione Sociale d’Impresa".

“È importante mettere in campo ogni genere di iniziative e azioni per agevolare le persone con ogni forme di disabilità e in quest’ottica anche le tecnologie più innovative possono svolgere un ruolo fondamentale – ha dichiarato Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute del Comune di Milano -. Come Comune promuoviamo quella rete di tutti i soggetti che operano sul territorio che, insieme, costituiscono la rete per la cura della persona che può davvero fare la differenza sia sul piano dell’assistenza che su quello della prevenzione e dell’informazione”.

“Secondo Biogen - conclude Giuseppe Banfi, Amministratore Delegato di Biogen - la scienza deve portare una significativa differenza nella vita delle persone, proprio per questo abbiamo pensato fosse importante, in un momento in cui Milano è al centro dell’interesse del mondo, sollevare il tema di come ricerca scientifica, medicina, nuove tecnologie e design possano mettersi al servizio di persone affette da patologie ad alto impatto sociale, non solo nella dimensione clinica, ma anche in quella sociale.”

Download (PDF)

Contatti stampa GfK in Italia
Italy
General